Il primo giorno di lavoro di un nuovo dipendente è il più delicato ed è essenziale pianificarlo molto bene, lasciando ben poco al caso. Ne va dell’instaurarsi subito di una buona relazione del dipendente con l’azienda, i colleghi e i superiori.

Come sapete, le prime impressioni sono sempre molto incisive e dure a morire. Per recuperare una “cattiva” impressione iniziale, ci vogliono moltissimi rinforzi positivi a seguire. Il modo in cui si accoglie il nuovo dipendente svolge il ruolo principale nel formarsi di questa impressione iniziale.

Troppo spesso l’azienda dimentica che è suo dovere mettere a proprio agio il neo assunto così da iniziare una collaborazione sotto i migliori auspici, anziché col piede sbagliato. Ricordiamoci sempre che anche il dipendente è un cliente.

Vediamo quindi come si dovrebbe procedere per partire con il piede giusto.

  • Dedicare all’accoglienza della nuova risorsa almeno un’ora di tempo. Quest’ora di tempo dovrebbe essere impiegata per tenere un discorso iniziale e per presentare fisicamente l’azienda al dipendente (piccolo tour degli uffici e delle principali infrastrutture, es. mensa, sala ristoro, etc.). Più avanti, in questo articolo, parlerò più approfonditamente del contenuto del discorso iniziale, mentre ora voglio soffermarmi sull’importanza del tour. Non c’è nulla di più fastidioso di trovarsi in un ambiente alieno e di dover chiedere a dei perfetti estranei, potenzialmente ostili e competitivi, dove si trovano i servizi, la macchinetta del caffè o qualsiasi altro item essenziale durante la giornata lavorativa. L’accoglienza serve appunto per rendere meno traumatico l’ingresso in un ambiente nuovo e per facilitare l’acclimatamento, non solo della nuova risorsa, ma anche delle risorse esistenti con la nuova.
  • Specificare chiaramente come si svolgerà la giornata lavorativa. E’ importante che il neo assunto sappia da subito cosa fare e come impiegare le ore a venire. Dopo il trovarsi in un ambiente alieno sprovvisti di orientamento, a seguire, in termini di fastidio, c’è il non sapere cosa fare per 4-8 ore. L’essere umano ha bisogno di riferimenti chiari, per sentirsi a suo agio, e mal tollera la noia, soprattutto in una ambiente per lui estraneo. Ricordatevi che, bene o male, che fosse soddisfatto o meno nella precedente occupazione, il nostro nuovo dipendente almeno sapeva come impiegare le 4-8 ore lavorative giornaliere.
  • Tenere un incontro di chiusura della prima giornata lavorativa. Bastano 5 minuti ben fatti per realizzare questo importante tassello di fidelizzazione della nuova risorsa. Il responsabile diretto dovrebbe ascoltare le impressioni a caldo della nuova risorsa per eventualmente prendere provvedimenti immediati (ad es. in caso di colleghi poco collaborativi, rispondere a dubbi e perplessità neonati, …). Qui è necessario praticare una buona dose di ascolto attivo, dopo aver proferito la classica domanda: “Mi descriva la sua prima giornata di lavoro in ….”.
  • Pianificare la restante settimana (punto 3 bis, in realtà). La risorsa dovrebbe sapere esattamente cosa fare per i restanti 5-6 giorni lavorativi: con che colleghi si interfaccerà, cosa apprenderà, a chi si riferirà in caso si dubbi ed eventuali problematiche impreviste. Questo passaggio può essere affrontato già nel “welcome meeting” (consigliato) oppure in occasione del colloquio di chiusura della prima giornata (in questo caso, è necessario pianificare più di 5 minuti).

Come vi ho detto prima, è essenziale pianificare molto bene il discorso iniziale, che dovrebbe precedere il tour aziendale. Ho dotto dovrebbe, perché di fatto la realtà non sempre si sposa con l’ideale. Dovete tener presente che potreste avere impegni improvvisi, imprevisti e altre forme di ritardo. Per tutto questo, prevedete un’altra risorsa che possa fare l’accoglienza in vostra vece, magari anticipando il tour dell’azienda in vostra vece.

Torniamo al nostro discorso iniziale. Cosa dovrebbe contenere? Esattamente almeno questi pochi elementi che io chiamo “PATTI CHIARI, AMICIZIA LUNGA”, ovvero:

  1. REGOLE DEL GIOCO OPERATIVE, ovvero “cosa dovrai fare per campare”: un vero e proprio mansionario dei compiti che ci si aspetta la risorsa svolga ineccepibilmente (altrimenti non l’avremmo assunta). Lo so, li avete ribaditi nel colloquio di selezione anche più volte, ma ribadirli in modo ineccepibile il primo giorno di lavoro è bene. Quando si svolge un colloquio si è molto e diversamente emozionati, così molte cose sfuggono dalla memoria: ribadite o, ancora meglio, consegnate in forma scritta.
  2. REGOLE DEL GIOCO COMPORTAMENTALI, ovvero “per andare d’accordo con me ci vuole poco, ora te lo spiego .. “, Il “Capo” è una figura retorica su cui proiettiamo molte delle nostre insicurezze personali. Talvolta volgiamo che sia un amico, un padre, una madre, un fratello o una sorella, .. Insomma, più o meno tutti noi volgiamo compiacere il nostro capo, mediamente, quale che sia la proiezione di base. Se date alla vostra risorsa dei parametri per capirvi prima e non dispiacervi, si atterrà, nel maggior numero di casi possibili.

Ultimo consiglio, estemporaneo. Tutte le persone voglio sentirsi importanti e vogliono sentire di contare qualcosa per voi e per il mondo. Quindi, se anche non avete il tempo di fare quanto prescritto sopra, ricordatevi di farle sentire importanti per voi e per la vostra azienda e otterrete un buon inizio.

Abbiate fede nelle persone. Sono la vostra miglior risorsa e fanno la differenza. Dedicate tempo alle vostre risorse umane: è il miglior investimento che potete fare.

Luisa Querci della Rovere

(Life, Business & Career Coach – Formatore e Consulente Aziendale)

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