Tu sai cosa vuoi?  E se si, perché non lo fai? Cos’è che ti trattiene?

Paura forse. Si, in fondo è sempre paura. La chiamiamo in mille modi – mancanza di autostima, momento non propizio, situazione contingente, assenza di fiducia – e così la giustifichiamo in qualche modo, per non doverla affrontare. Nella vita ho compreso che tutto fa più paura prima di affrontarlo e che l’unico rimedio è agire.

Quando ero piccola ho passato notti intere bloccata nel letto, facendomela quasi addosso, per non affrontare il buio dove pensavo si nascondesse un mostro pronto a portarmi via. Pochi passi mi dividevano dall’interruttore che avrebbe posto fine al mio terrore; avrei potuto prendere il fazzoletto che mi serviva e andare in bagno, ma pensavo realmente di morire nel farlo.

Così chiamavo mia mamma, in lacrime, quando proprio non ce la facevo più. E mio padre si arrabbiava, con me e con mia mamma, fino a che una notte si arrabbiò di più, tanto di più, e io non potei più chiamare mia mamma.

A quel punto della mia giovanissima vita, ho dovuto decidere: se farmela addosso o rischiare, alzarmi e accendere io la luce. Chiamare mia mamma era fuori discussione, perché non sarebbe potuta venire. Così quella notte l’ho fatto: mi sono alzata nel buio della notte e ho acceso la luce.

Ricordo ancora il cuore che batteva all’impazzata, mentre ero raggomitolata sotto le coperte,e come mi è pesato spostarle quelle coperte e come sono stati lunghi e sudati quei cinque difficili passi, fino a che la mia mano tremante, a tentoni, non è riuscita a trovare l’interruttore. Quanto sono stati lunghi quei pochi istanti mentre le mie dita cieche  frugavano il muro!

E poi tutto è svanito in un attimo, in un lampo di luce. Non c’era alcun mostro, non c’era mai stato. All’epoca forse ho pensato di averlo ucciso io e, infatti, è così che è andata: siamo noi stessi a dare vita ai nostri incubi e solo noi possiamo togliergliela.

E’ così che funziona la paura. Ci intrappola, ci impedisce di muoverci e di ottenere ciò che ci serve, rendendoci succubi di mostri immaginari che ci succhiano energia.

Da allora ho affrontato mille altre volte la paura. Ogni età, ogni momento, ogni impresa porta con se paure da sconfiggere e rischi da correre.  Anche restare fermi e non agire è pericoloso.

Chi mi consoce mi ritiene una persona sicura e forte e questo è vero, in parte: ho solo imparato ad agire e ho imparato che posso cavarmela. Adesso so che la gran parte delle cose che mi hanno spaventata nel passato erano irreali, frutto della mia fantasia, ed è per questo che mi sento più forte e capace.

Tu cosa stai aspettando? Che qualcuno accenda la luce per te? E se questa persona non arrivasse mai? E se anche venisse a salvarti, non saresti dipendente da un nuovo incubo e, cioè, perderla?

Il consiglio che ti posso dare è di non aspettare di essere lasciato solo, alle strette con te stesso, costretto tra la vita e la morte: agisci prima.

Sappi che il buio si combatte con la luce e la paura si sconfigge agendo. Le persone non nascono coraggiose, lo diventano. La paura blocca le tue capacità: tu sei molto di più forte di quello che pensi.

Ognuno di noi può essere un eroe, ogni giorno, sconfiggendo anche solo una piccola paura. Comincia dalle più piccole e così crescerai.

Luisa Querci della Rovere

Life Coach, Formatore, Consulente Aziendale

(Copyright, Dicembre 2017)