Nell’uomo primitivo le aree del cervello che riguardano l’attività motoria si sono sviluppate simultaneamente alle aree cognitive, razionali e matematiche. Analogamente, anche lo sviluppo del singolo individuo riproduce quello evolutivo: ciò significa che anche i bambini creano la loro percezione cognitiva mediante il movimento. Sin dalla nascita, il cervello crea numerose connessioni cerebrali tra le aree motorie e cognite. Man mano che i bambini crescono e acquisiscono la capacità di svolgere azioni motorie più complesse svilupperanno altresì capacità cognitive sempre più complesse, quindi l’attività fisica continua è fondamentale per l’apprendimento. In sintesi, più movimenti si riescono a compiere, maggiore sarà anche la plasticità cerebrale.

Diversi studi dimostrano che i bambini che fanno almeno un’ora di attività fisica al giorno hanno una migliore performance scolastica e ottengono risultati più alti nei test di memoria e di apprendimento in relazione ai colleghi sedentari. Gli studi verificano, inoltre, che l’area del cervello responsabile della memoria e dell’apprendimento, l’ippocampo, è significativamente più grande nei bambini allenati che in quelli sedentari. In questo modo, si è constatato che l’ossigenazione del cervello provocata dall’attività fisica promuove la nascita di nuove cellule nell’ippocampo, incrementando, così, i processi cognitivi.

Sono state osservate, inoltre, frequenti e chiare correlazioni tra i rendimenti scolastici più alti e la capacità CRF (Cardio Respiratory Fitness – Capacità Cardio Respiratoria) più forte, quali:

  • la capacità cardio-respiratoria è stata associata a migliore controllo cognitivo;
  • miglior plasticità cerebrale;
  • incremento della memoria;
  • favorisce lo sviluppo neurale;
  • aumenta la densità delle sinapsi tra neuroni;
  • favorisce l’irrorazione vascolare nella corteccia cerebrale;
  • recupera più in fretta risorse neurali collegate alla capacità di adattare lo sforzo all’obiettivo;
  • incrementa, nell’infanzia, la microstruttura delle fibre bianche cerebrali che rappresentano una via per migliorare le capacità cognitive e il rendimento accademico;
  • migliora la sintesi del fattore neurotrofico cerebrale (brain-derived neutrophic factor, BDNF) che è collegato col volume dell’ippocampo e, quindi, con lo sviluppo della memoria.

In assenza di centri sportivi aperti, l’attività fisica giornaliera consigliata – almeno un’ora al giorno – può essere semplicemente svolta all’aria aperta, nei parchi utilizzando i giochi a disposizione, lasciando i bambini correre liberamente, saltare, arrampicarsi, giocando a palla o a volano, usando la corda.  Più è ampia la gamma di movimenti che si sperimentano e più efficace sarà l’attività per lo sviluppo cognitivo. La cosa essenziale, comunque, è la regolarità dell’attività motoria anche nei mesi invernali: ne va della salute fisica e psichica dei bambini.   Inoltre, se alcune capacità motorie non vengono acquisite nell’infanzia – es. equilibrio e coordinamento – risulta assai difficile recuperarle in età adolescenziale e ancor peggio correggerle in età adulta.

 

Fonti: Allenare la forza nel giovani – Calzetti e Mariucci Editore 2020