Se a sopravvivere o a vivere meglio sono gli individui più intelligenti, come mai alcune persone definite “super intelligenti” (ovvero coloro che ottengono migliori risultati a livello scolastico), risultano poi meno performanti come esseri umani?

I percorsi di studio e la gran parte dei test di valutazione sono standardizzati, quando invece le persone sono assai diverse tra loro.

Questa standardizzazione ci porta a valutare, sin dai primi anni di vita, un individuo non tenendo ben conto dei suoi specifici talenti ed etichettandolo come più o meno intelligente in modo spesso molto arbitrario.

Talune di  queste etichette si “appiccicano” addosso erroneamente sin dalla più tenera età minando l’autostima della persona anche per tutta la vita e condizionandone pesantemente  il futuro.

Poche persone conoscono la teoria delle intelligenze multiple – ormai assodata da anni –  elaborata da Howard Gardner, scienziato statunitense e  docente di scienze cognitive e dell’educazione,  che per primo criticò il concetto standard di intelligenza (legato ai test sul QI).

Gardner ha affrontato lo studio della cognizione adottando un processo interdisciplinare, ampliando considerevolmente la precedente concezione di ciò che possiamo chiamare “intelligenza”.

Per prima cosa, egli suggerì di abbandonare il singolare e di passare al plurale, ovvero che bisogna parlare di intelligenze anziché di intelligenza, perché la capacità intellettiva non è un processo unitario che funziona seguendo meccanismi sempre identici.

Quali e quante sono le intelligenze multiple?

Gardner all’epoca ne individuò 7 a cui, negli ultimi anni, se ne sono aggiunte altre due. Di seguito le 9 tipologia di intelligenza attualmente riconosciute, in versione sintetiva.

  • INTELLIGENZA LOGICO-MATEMATICA: capacità di ragionare in maniera astratta secondo le regole della logica e della matematica. Tipica di ingegneri, matematici, fisici ed informatici. Se non siete mai stati bravi in matematica, avete altre 8 intelligenze disposizione.
  • INTELLIGENZA LINGUISTICA: capacità di afferrare il significato di frasi, discorsi e testi scritti, così come di produrre un discorso efficace in termini di comunicazione (ovvero le capacità tipiche di un comunicatore efficace).
  • INTELLIGENZA MUSICALE: sensibilità a ritmi, toni, melodie e altre proprietà della musica. E’ indipendente dalla capacità auditiva – che è un fattore sensoriale. E’ il cosiddetto “orecchio” musicale.
  • INTELLIGENZA SPAZIALE: capacità di immaginare spazi complessi e di saperli gestire secondo le necessità del momento. Può servire a parcheggiare con destrezza, progettare strutture edilizie, orientarsi in una città sconosciuta, ad esempio.
  • INTELLIGENZA INTERPERSONALE: abilità di interagire con le persone, specialmente in maniera diretta. Si esprime, per esempio, nel modo in cui si comprendono le intenzioni, i desideri e le emozioni degli altri, al di là di ciò che viene detto espressamente.
  • INTELLIGENZA INTRAPERSONALE: implica il riconoscimento dei propri sentimenti, così come la capacità di gestire le proprie emozioni che ogni genere di situazione suscita in noi. Inoltre, questa facoltà, permette di immaginare un modello ideale di noi stessi.
  • INTELLIGENZA CORPOREO-CINESTETICA: è definita come la capacità di sentire, controllare e coordinare le varie parti del proprio corpo. Gli atleti sicuramente la detengono e i tutti color che non sanno stare troppo tempo seduti su una sedia in aula anche.

Queste sono quelle di Gardner originali, a cui si aggiungono le ultime due individuate negli ultimi anni.

  • INTELLIGENZA NATURALISTICA: consiste nel saper individuare determinati oggetti naturali, classificarli in un ordine preciso e cogliere le relazioni tra di essi. Coloro che hanno il cosiddetto “pollice verde” li conoscete? Io si, e a loro affido le mie piante volentieri.
  • INTELLIGENZA ESISTENZIALE: rappresenta la capacità di riflettere consapevolmente sui grandi temi della speculazione teoretica, come la natura dell’universo e la coscienza umana, e di ricavare da sofisticati processi di astrazione delle categorie concettuali che possano essere valide universalmente

Quanto pesa la genetica e quanto l’ambiente?

Certamente c’è una componente generica nelle cosiddette “predisposizioni”, ma un gran ruolo nello sviluppo delle singole intelligenze lo gioca anche l’ambiente in cui si cresce e le opportunità che in esso si possono cogliere.

Per essere veramente “super intelligenti”, dovremmo sviluppare tutte e 9 le tipologie di intelligenza. Certo, in alcune saremo più forti, in altre più deboli, ma saremo sicuramente più efficienti come esseri umani integrando tutti e 9 gli aspetti dell’intelligenza umana.

Le singole intelligenze possono essere sviluppate a qualsiasi età, e il loro sviluppo apporta sempre benefici. Sicuramente è più facile farlo in giovane età, quando la mente è più plastica.

Certamente è importantissimo riconoscere fin dall’infanzia  le predisposizioni di ogni individuo per agevolare lo sviluppo dell’unicità di quel  piccolo essere umano.

Secondo la teoria delle intelligenze multiple, tutti siamo intelligenti, ognuno a suo modo. Ogni persona può dare il suo miglior contributo all’umanità sviluppando al massimo i propri talenti naturali (ovvero le predisposizioni a livello di intelligenza).

Evitate di giudicare frettolosamente l’intelligenza delle persone, soprattutto nel caso dei bambini, attraverso preconcetti  e consuetudini sterili … sterili perché su di essi non cresce nulla di nuovo.

Luisa Querci della Rovere

Life, Business & Career Coach – Formatore e Consulente Az.le

www.progettoschola.com