Non di solo pane, vive l’uomo. Questo antico detto ci svela un’antica saggezza popolare: per stare bene non basta soddisfare i bisogni del corpo fisico, ma anche quelli del corpo emozionale e di quello mentale. In questo articolo parleremo dei bisogni del nostro corpo emozionale, quello che vibra e risuona ogni giorno con l’ambiente circostante.

I bisogni del corpo emozionale, di cui tutti siamo dotati, sono universali e vanno ascoltati e soddisfatti.  Una buona salute emotiva implica il rispetto di 7 bisogni fondamentali che, in questo caso, elencherò in ordine di importanza.

  1. La bellezza. Siamo naturalmente portati a riconoscere il bello e a ricercarlo: la bellezza si trova in ogni essere o cosa che risponde alle leggi universali, e si riconosce perché è armonica e genera armonia in noi. Osservate un bambino e seguitelo: quando lui si stupisce e poi sorride allora lì dimora la bellezza. La bellezza è ovunque, tutto intorno a noi, nei fiori, negli animali, in una giornata di sole, in una bicicletta, nel suono di una canzone intonata (…). Ciò che stride genera disarmonia e la disarmonia porta a disequilibrio che non è bellezza. Molte delle cose costruite dall’uomo e di cui ci contorniamo sono disarmoniche. Non è detto nemmeno che ciò che un critico definisce opera d’arte sia realmente bellezza. La bellezza è universale e dovete essere in grado di trovarla in ogni pertugio di questo mondo, perché la bellezza vi nutre e spazza via molti dei vostri magoni. Immergetevi nel bello ogni giorno e ogni avversità sarà ridimensionata. Concedetevi un momento di bellezza.
  2. La creatività. L’essere umano è per sua natura creativo. Anche in questo caso, è sufficiente osservare un bambino che si diverte più con una scatola che con il regalo in essa contenuto, che con 4 mattoncini lego costruisce un castello, che con una confezione di colori disegna un impero. L’essere umano è dotato di creatività intrinseca, fin dalla nascita, ovvero della capacità di combinare ciò di cui ha a disposizione per creare qualcosa di diverso, questa è la creatività. Poi ci hanno convinti che la creatività sia appannaggio dei soli artisti o delle persone che fanno marketing … Anche un idraulico sa essere creativo attraverso il suo mestiere, trovando soluzioni alternative! L’uomo è CREATIVO e smette di esserlo solo nel momento in cui si fa convincere che una mucca è per forza marrone, che un oggetto può essere utilizzato solo in un modo (es. ombrello solo quanto piove) e che un’opera artistica per essere considerata tale deve per forza rispondere a degli schemi. Una ciliegia è tonda, quindi è vietato disegnarla quadrata!
  3. La fiducia. Senza fiducia si va ben poco distante. Dobbiamo avere fiducia in noi stessi e negli altri, altrimenti rimaniamo carcerati in un mondo sfiduciato e trincerato, in cui la bellezza manca e la creatività è uccisa (o ridotta in quarantena). La fiducia non ha niente a che vedere con “l’eccesso di fiducia” che produce fregature sequenziali e ci fa sembrare ingenui agli occhi altrui. La vera fiducia ha a che vedere con la nostra capacità di mostraci agli altri quali noi sentiamo di essere, confidandoci esprimendoci e rivelandoci quali noi siamo senza temere il giudizio altrui. Questo è avere fiducia in noi stessi, fiducia che andiamo bene così come siamo. Se noi non abbiamo fiducia in oi stessi, come potrà qualchedun altro avere fiducia in noi? Ma siamo stati abituati a pensare che così come siamo non andiamo bene, quindi mentiamo, generando menzogna e sfiducia. Abbiamo paura che se siamo noi stessi, saremo abbandonati. Così mentiamo e siamo abbandonati. Così gli altri mentono e sono abbandonati. Oppure entrambi, nella menzogna priva di fiducia, viviamo.
  4. Il senso di appartenenza. Un giorno un collega formatore, che lavorava con alcuni gruppi speciali delle forze dell’ordine, mi disse: “queste persone non hanno bisogno di corsi motivazionali, sono già motivate. A motivarle è il senso di appartenenza ad un gruppo, a qualcosa di superiore.”. Questa affermazione mi ha illuminata perché Vera. La Verità ci risuona dentro e ci illumina sempre: è una constatazione, la Verità, di ciò che è ovvio. Quindi, per generare la motivazione basta sviluppare il senso di appartenenza nelle persone, cosa che invece i media stanno tentando assiduamente di distruggere. Dividi et impera: se dividi le persone puoi governarle meglio. Se ci sentiamo parte di un gruppo (che sia di spinning o di zumba, politico o sociale) ci auto-motiviamo all’azione, ma tutti noi abbiamo una ragion d’essere superiore: apparteniamo all’umanità e questo ci dovrebbe bastare. La separazione genera solo demotivazione e deresponsabilizzazione.
  5. La speranza. Se ti senti bloccato in una trappola da cui non c’è alcuna via d’uscita … non sarebbe meglio morire all’istante e porre fine ad ulteriori sofferenze? Certamente quello è il pensiero che si formula nella nostra mente e che ci conduce alla mancanza di iniziativa. L’essere ignavo, incapace di trovare il coraggio di porre fine alle sue sofferenze, in mancanza di speranza semplicemente si limita ad essere inattivo e per lenire almeno un poco le sue pene, cerca rimedi per distrarsi attendendo che la fine ineluttabilmente gli piombi sul suo capo. Per questo la speranza è da coltivare, perché la speranza ci mantiene lucidi, vitali e attivi. La speranza è quella luce “alla fine del tunnel” che ci permettiamo di intravedere, quell’idea stabile che ci possa essere una via d’uscita. La speranza ci rende attenti e creativi. Ciò che viviamo è solo una esperienza, molto dolorosa magari, che passerà e che ci aiuterà ad essere ancora più forti e capaci. Questa è la speranza.
  6. L’affetto. Chi non desidera affetto? Tutti ne abbiamo bisogno per vivere una vita sana ed equilibrata, e in questo periodo molte dimostrazioni di affetto ci sono state limitate se non quasi del tutto sottratte. L’affetto (dal latino adfectus, cioè ad e facere, che significa “fare qualcosa per”) è un sentimento di attaccamento a qualcuno o qualcosa. L’amore è una sottocategoria dell’affetto e questo i aiuta a capire molte cose: una relazione che noi definiamo “amorosa” in realtà non è tale senza affetto. L’affetto è uno stato interiore sentimentale intriso di tenerezza e può essere fraterno, materno, amicale o frutto dell’amore. L’affetto ha molto a che fare con alcune dimostrazioni fisiche quali abbracci, baci e carezze, tuttavia può anche esserne privo ed essere dimostrato tramite l’attenzione all’altro, per questo molti di noi fan di tutto per attirare l’attenzione, ma per avere affetto dobbiamo imparare a darlo, anziché cercare di “rubarlo”.
  7. Avere una meta (scopo). Lo scopo è il sale della vita: le dà gusto e senso, ne corregge l’insipidezza. Se ti chiedessi a bruciapelo “Hai 5 minuti per dirmi i tuoi obiettivi a breve termine (6 mesi), medio termine (5 anni) e a lungo termine (20 anni)” tu cosa risponderesti? Riusciresti ad elencarmi almeno 3 mete (1 per tipologia di periodo)? In realtà dovresti averne anche più di una per periodo, ma so che è difficile, soprattutto se non ne hai. Era così già prima, nel momento attuale ancora di più. Eppure le mete sono essenziali per alimentare la speranza, per trovare i giusti affetti (in sintonia con il tuo essere, per creare un senso di appartenenza con persone simili a te, per ritrovare la fiducia, per scatenare la tua creatività (se hai un perché forte troverai la via) e per riscoprire la bellezza che è racchiusa in te. Solo se riscopri la tua bellezza interiore, sarai nuovamente in grado di vederla ovunque fuori da te.

Ora, scopri quale bisogno del tuo corpo emozionale non soddisfatto ti impedisce di realizzare ciò che vuoi, di stare bene con te stesso e con il mondo, e di vivere in piena salute.

Luisa Querci della Rovere, Life Coach

L’articolo è tratto dal libro “Talenti sprecati”, della stessa autrice, presto disponibile su Amazon in formato E-book.