Questo articolo contiene una serie di brevi consigli per tutti coloro che studiano o che lavorano sfruttando intensamente proprie capacità intellettuali e di concentrazione mentale.

Alcuni dei consigli che vi darò sembrano andare contro le consuete abitudini, perché gran parte delle abitudini adottate sono semplicemente tramandate, ma non è detto che siano di fatto le più efficaci.

Premesso che ogni singolo individuo è unico nel suo genere e che non è possibile adottare una strategia generale valida per tutti, vi invito a leggere con attenzione questo articolo.

Se state leggendo questo articolo è sicuramente perché voi – o qualcuno a voi vicino – ha delle difficoltà con il proprio metodo di studio e non ottiene i risultati desiderati, nonostante notevoli sforzi. Provare ad adottare dei cambiamenti tra quelli proposti potrebbe fare la differenza.

Cominciamo, innanzitutto, con i classici ERRORI DA EVITARE.

  • Ridursi all’ultimo minuto per studiare grandi quantità di nozioni prima di un esame o una prova. Tipico di chi ha molto tempo libero – come gli studenti universitari – o di chi procrastina, questo atteggiamento comporta un dispendio di energie incredibile con scarsissimo risultato: molte nozioni necessitano tempo per essere completamente assimilate e memorizzate.
  • Farsi prendere dall’ansia: l’ansia non agevola l’apprendimento, anzi lo limita. Si assimilano meglio le nozioni quando si è rilassati.
  • Stancarsi troppo: la stanchezza fisica – così come l’levato livello di stress psicofisico – riduce la lucidità mentale e non agevola minimamente il recupero delle informazioni immagazzinate in memoria. Se siamo stanchi il giorno di un esame, abbiamo minori probabilità di ottenere buoni risultati.
  • Cercare di imparare a memoria i contenuti: eccezion fatta per i casi di persone con memorie prodigiose (e in cui sia richiesto questo tipo di prestazione mnemonica) la nostra mente funziona principalmente per analogie e associazioni. Se impariamo qualcosa a “pappagallo” – ammesso che ci riusciamo – dobbiamo solo sperare che ci venga richiesto di ripetere la poesia per filo e per segno senza alcun tipo di interruzione o deduzione logica!
  • Sottolineare tutto il testo, copiare o riprodurre il testo originale. Il materiale didattico va trattato per predisporlo al nostro personale stile di apprendimento. Ci sono delle regole per sottolineare (solo punti e frasi chiave) con colori differenziati, mettere note a latere per parole chiave e creare appunti efficaci. Uno strumento molto utile per creare appunti e schemi riassuntivi sono le mappe mentali (Mind Maps).
  • Fare dei tour de force o non dormire. Come già detto al punto 3) la stanchezza psicofisica non paga in termini di rendimento. Il sonno – sia in quantità ché in qualità adeguata – è essenziale per il nostro equilibrio sia mentale che corporeo, e l’equilibrio la base per delle buone performance in ogni ambito della vita. Tratteremo meglio questo punto più avanti.
  • Studiare la sera prima dell’esame o presentazione. La sera prima di un esame o di una presentazione dovrebbe essere dedicata solo ad un breve ripasso degli argomenti già appresi. Nuovi argomenti potrebbero non avere il tempo di essere assimilati o, addirittura, generare dubbi, perché le associazioni con ciò che è già stato appreso non hanno il tempo di essere generate. Il dubbio, inoltre, genera ansia che nuoce alla performance e inibisce un corretto sonno ristoratore.

Passiamo ora ai CONSIGLI PER STUDIARE MEGLIO.

  • Gestite il vostro tempo e pianificate. Quello che a molti studenti manca è un’attenta programmazione dello studio, in funzione della mole complessiva del materiale didattico. Si dovrebbe programmare, sin dal principio, quante pagine studiare ogni giorno per capire quanto tempo è necessario per preparare un esame, onde evitare i tour de force visti in precedenza o di arrivare in fondo gravemente impreparati.
  • Suddividete lo studio in slot di tempo. Si dovrebbe stabilire sin dal principio, in linea di massima, quante ore studiare la mattina e quante al pomeriggio. Si consigliano non più di 6 ore intense al giorno: le restanti dovrebbero essere dedicate ad altro (mangiare, dormire, fare sport, hobby, relax…). Inoltre, la concentrazione mentale si può tenere ai massimi livelli per un tempo di circa 45-50 minuti, dopo di ché ci si dovrebbe concedere una pausa.
  • Concedetevi pause regolari. Dopo ogni sessione di studio di 45-50 minuti ci si dovrebbe concedere una pausa di 10-15 minuti in cui sgranchirsi le gambe, fare stretching, riposare gli occhi e il collo e liberare per un attimo la mente. D’altronde queste sono le stesse norme previste (anche se non sempre applicate) per i lavori d’ufficio. Provare per credere.
  • Concentratevi ed eliminate le fonti di distrazione. Quando si studia, si studia e basta! Nient’altro dovrebbe interrompere il processo in corso nei 45 minuti dedicati allo studio, né lo smathphone né il gatto di casa. Potete sempre giocarci in pausa, con il gatto, o controllare i messaggi dopo esservi sgranchiti per bene.
  • Trattatevi come un atleta. Vietato saltare i pasti, mangiare junk food, o, peggio, alimentarsi mentre si studia. Dopo ogni pasto, bisognerebbe lasciare il tempo all’organismo di avviare la corretta digestione prima di rimettersi a capofitto sui libri (circa una mezz’ora di relax dopo il pasto). Un’ alimentazione corretta, leggera e nutriente, è alla base di un buon rendimento mentale. Ovviamente, la sera prima di un esame o di una presentazione, bisognerebbe tassativamente evitare alcolici o cene particolarmente abbondati.
  • Fate attività fisica. E’ comprovato scientificamente, oramai, che l’attività fisica regolare migliora il rendimento mentale. Le persone sedentarie sono anche più pigre mentalmente. Non è necessario iscriversi per forza in palestra: sarà sufficiente camminare 40-45 minuti al giorno a passo veloce e svolgere esercizi a corpo libero o con pesi leggeri con regolarità (a tal riguardo esistono molte app per smartphone che possono agevolarvi in tal senso).
  • Scegliete un ambiente di studio idoneo. Il luogo dove si studia deve favorire la concentrazione, essere ben illuminato e arieggiato (altrimenti provvedete regolarmente ad arieggiarlo), preferibilmente silenzioso. La postazione di studio deve essere in ordine e comoda, ovvero consentire una postura corretta che eviti tensioni muscolari inutili.
  • Ossigenate il cervello. Nei 10-15 minuti di pausa sarebbe un’ottima cosa aprire la finestra e respirare a pieni polmoni. Se avete un balcone o potete uscire in giardino, ancora meglio. Il nostro cervello, per funzionare bene, ha bisogno di aria pulita altrimenti si “intorpidisce” (i luoghi con aria viziata favoriscono al sonnolenza). Tante volte basta una boccata di aria fresca per rimetterci in pista!
  • Rispettate il ciclo circadiano. Forse non tutti sanno che noi esseri umani abbiamo un orologio biologico che segue il naturale alternarsi della luce e del buio giornalieri. Le luci artificiali e i ritmi frenetici odierni ci fanno dimenticare ciò che invece il corpo non può scordare! Mentalmente e fisicamente siamo più attivi e performanti in talune fasce orarie, diurne. Eccezion fatta per coloro che si definiscono “vampiri”” (e di “esseri notturni” reali tra gli umani ce ne sono ben pochi) , si studia meglio di giorno, in particolare tra le 9:30 e le 13:30 e tra le 14:30 e le 18:30 (queste più o meno le fasce orarie, se volete saperne di più leggete anche http://progettoschola.altervista.org/il-ciclo-circadiano-il-ritmo-biologico-naturale/ )
  • Ripetete ad alta voce. Un antico metodo, ancora molto efficace. Ripetere ad alta voce favorisce la memorizzazione e l’apprendimento, perché è uno strumento di studio “attivo”, che coinvolge tutto il nostro essere (mente e corpo). E’ opportuno anche gesticolare mentre si ripete, in modo naturale e spontaneo. Anche in questo caso, evitate di cercare di ripetere a memoria il testo. Preparatevi piuttosto delle flash card, ovvero dei cartoncini colorati, su cui si riporta il titolo del paragrafo e le parole chiave che vi aiutino a ricordare i punti principali da trattare. Le flash card si possono usare anche in coppia (se si ripete con in compagno di studi) che estrae il cartoncino per noi e ci guida nell’esposizione (ad es: evidenziandoci la parola chiave dell’argomento non trattato).
  • Sottolineate (con più colori, meglio se forti), scrivete appunti personalizzati, prendere nota sul testo, create mappe concettuali. Come già detto in precedenza, personalizzare e adattare il materiale didattico alla propria forma mentis permette di migliorare l’apprendimento. Studiare unicamente su pc e tablet – o altri supporti digitali – non sempre permette questo livello di personalizzazione. E’ vero che vi sono nuovi strumenti che consentono di sottolineare e inserire note, ma niente sostituisce ancora l’antico strumento cartaceo. Inoltre la scrittura manuale è un’attività neuro-psico-motoria che coinvolge il nostro cervello molto di più dei touch sul pad e favorisce la memorizzazione e la creazione di associazioni mentali.
  • Create dei bigini. Avete presente quei bigliettini pieni di micro riassunti che si tengono in tasca ad un esame per eventualmente copiare? Intendo quelli, esattamente. Si tratta di fatto di estreme sintesi degli argomenti. Chi nel passato li ha preparati, sa che la gran parte delle volte non ha avuto nemmeno il bisogno di usarli, perché il solo fatto di averli preparati con cura meticolosa (con tanto di strategia su come nasconderli ed estrarli) ha forzato l’apprendimento. Queste estreme sintesi su formati ridotti da miniaturista esperto sono un vero e proprio toccasana per l’apprendimento, perché necessitano tutta la nostra astuzia, capacità di sintesi e la massima concentrazione.
  • Fate dei collegamenti con altre cose che conoscete bene. Il miglior modo per apprendere è di inglobare il nuovo al vecchio, ovvero di trovare analogie con fatti a noi già noti o similari. Se riuscite a creare queste connessioni,procederete molto più velocemente. Fate diventare concreto ciò che è astratto, trovate un fine pratico alle cose che cercate di imparate, calatele nella vita reale.
  • Visualizzate l’esame o la presentazione. Noi esseri umani apprendiamo sia tramite l’esperienza concreta che tramite l’esperienza virtuale (altrimenti non si spiegherebbero i simulatori di realtà, ampiamente utilizzati in tanti campi). Quale migliore fonte si simulazione virtuale abbiamo a disposizione che non la nostra mente? Simulare l’esame, immaginarlo nella nostra mente, con tanto di domande e risposte è uno strumento potentissimo per preparasi adeguatamente. Usate la vostra immaginazione … mi raccomando, in modo positivo: dovete immaginare di dare le risposte giuste e di sentirvi vincenti!
  • Entusiasmatevi a comando e, se siete veramente inceppati, concedetevi una pausa. Capita a tutti di avere delle giornate no o di sentire per un attimo le pile completamente scariche. Per ricaricarci, dobbiamo trovare un caricabatterie e connetterci ad una fonte di corrente. Ora, ognuno di noi ha le sue fonti di corrente (ovvero di entusiasmo) preferite: per alcuni la musica, per altri un buon libro, o cucinare, farsi una corsa o chiacchierare con il tal amico in particolare … Trovate le vostre fonti di energia e quando siete stanchi o demotivati, ricaricatevi. Staccare per un attimo, anziché incaponirsi inutilmente, può essere provvidenziale. Ovvio, che ciò non sia una scusa per evitare il planning: se stacco, so di dover poi recuperare il tempo “perso”: e così sarà, se vi sarete ricaricati lavorerete di più e meglio, con un maggiore rendimento.

Questi i principali consigli, che sono stati tratti dall’osservazione delle pratiche dei migliori studenti. Ne potete trovare anche altri, on-line, e potete verificare le basi scientifiche su cui si poggiano. Oggi le neuroscienze sono in grado di spiegare scientificamente perché queste pratiche funzionano, tuttavia sapere il perché non sempre è necessario: basta osservare che una cosa funziona, provarla e verificare se anche per noi è valida.

Vi do un ultimo consiglio, che vale per tutti gli ambiti della vostra vita. Se volete imparare a fare qualcosa, trovate chi la sa fare già e scoprite come la fa. E’ in questo modo che ci siamo sempre evoluti, come specie,  apprendendo dai migliori sul campo.

Rimanete sempre curiosi e non smettete mai d’imparare. Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo.

Buon studio a tutti!

Luisa Querci della Rovere

Life, Business & Career Coach ● Formatore e Consulente Aziendale

www.progettoschola.com

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