Siamo soliti pensare che un rapporto sia sano solo  in assenza di conflitti, eppure il conflitto è una componente naturale di ogni rapporto umano, stimolo per la crescita e la comprensione.  E’ normale che anche due persone molto simili, che vanno normalmente d’accordo, si trovino prima o poi in situazioni in cui le loro intenzioni, desideri, esigenze e opinioni non collimino.

Si parla di conflitto quando sorge una divergenza di intenti in cui ogni parte vuole imporre il proprio punto di vista senza fare concessioni. Per evitare un conflitto o la sua escalation, bisogna saper comunicare in modo efficace ed apprendere alcune nozioni di negoziazione. In questo articolo ti illustreremo le cattive pratiche da evitare e le buone regole da adottare per risolvere i conflitti in modo creativo.

Il problema, infatti, non sta tanto nell’esistenza dei conflitti, quanto nel numero di conflitti irrisolti – che spesso si ripetono nelle relazioni – e i metodi impiegati per risolverli.  I conflitti sono una componente fisiologica in tutte le relazioni, pertanto non vanno temuti.

I problemi sorgono solo quando le persone coinvolte non hanno gli strumenti adeguati per far fronte alla una situazione conflittuale, oppure quando le persone coinvolte hanno appreso gli strumenti sbagliati per risolvere le situazioni conflittuali (es: ira, minaccia, violenza ..).

Vediamo adesso GLI ATTEGGIAMENTI DA EVITARE:

  1. Cancellazione: quando si nega l’esistenza di un problema o non si menziona affatto che esista un problema
  2. Distorsione: Quando non ci si ritiene minimamente responsabili del problema, perché lo si attribuisce unicamente a causa esterne o all’altra persona
  3. Generalizzazione: Dire all’interlocutore (o pensare) frasi del tipo “sei sempre il solito …”, “tu non vieni mai”, “non capisci niente”, ecc … generalizzando comportamenti che magari l’altro non sempre manifesta
  4. Distrazione: iniziare un’accesa discussione e poi abbandonarla, andarsene, ubriacarsi, fare uso di droghe, guardare troppa televisione (idem per giocare troppo ai video game, stare troppo sui social), sono tutti esempi di questa strategia.
  5. Finzione: fingere sentimenti che non si provano per evitare di sentire quelli che si provano veramente (la rabbia, ad esempio, può sostituire il dolore e viceversa)
  6. Negazione: non sentire nulla o non voler sapere nulla a proposito di ciò che comunica l’interlocutore.
  7. Distanziamento: prendere le distanze del problema, essere “mentalmente” altrove
  8. Acting out: rompere oggetti, percuotere qualcuno, correre via, mettersi in pericolo, compiere azioni per le quali ci possono essere sanzioni penali.

Affrontare e gestire efficacemente un conflitto richiede di sviluppare alcune capacità: capacità d’ascolto, apertura mentale, flessibilità, creatività e maturità emotiva. Non è semplice, ma è possibile farlo ad ogni età.

Adesso affrontiamo GLI ATTEGGIAMENTI DA ADOTTARE che ci possono aiutare:

  1. Distaccarsi emotivamente dalla spirale negativa di attacchi e contro attacchi di cui un conflitto è spesso costituito. Per fare questo è possibile ricorrere immediatamente ad un piccolo trucco: controllare il proprio respiro, respirando lentamente e profondamente, in modo regolare. Oppure: cercare di vedere la scena da lontano, come se fossimo in cima ad un balcone o ad alcuni metri di distanza.
  2. Rimanere focalizzati sui propri obiettivi nel medio e lungo termine. Spesso nei conflitti si perde di mira il vero problema e si divaga in una spirale infinita di recriminazioni. E’ bene invece rimanere focalizzati sul problema che causa il conflitto e lavorare insieme ad una sua soluzione.
  3. Immaginare il proprio interlocutore come un potenziale alleato. Voi e il vostro collega/partner siete su di un’isola deserta e l’unica via è cooperare per continuare a sopravvivere (questa una possibile visualizzazione)
  4. Ascoltare il nostro interlocutore sottolineando tutti i punti in cui noi siamo d’accordo. Questo permette di individuare delle aree di comune interesse tra noi e il nostro interlocutore e contribuisce a migliorare la qualità della conversazione, oltre che facilitare la risoluzione del conflitto. L’interlocutore si rilasserà e tenderà a trovare punti in comune a sua volta.
  5. Riconoscere i propri errori e scusarsene. Ciò stimolerà l’altro a fare altrettanto. Evitare di difendere errori del passato, potrà permettere alle parti coinvolte di vedere la situazione da nuovi punti di vista.
  6. Riassumere i pensieri, sentimenti e punti di vista dell’interlocutore prima di esprimere i nostri. Questo permette all’altro di sentirsi ascoltato per davvero e ciò aumenta di molto la possibilità che noi saremo ascoltati a nostra volta
  7. Concentrarsi su obiettivi positivi presenti e futuri, invece che colpevolizzare l’altro per eventi passati. Una corretta gestione dei conflitti mira a creare migliori condizioni, e non a rimproverare, lamentarsi e rimpiangere per ciò che è passato.
  8. Formulare delle richieste specifiche, anziché criticare l’interlocutore o affibbiargli etichette (es: sei un irresponsabile, un incapace, un disonesto, un lavativo); suggeriamo all’altro cosa esattamente vorremmo che cominci a fare, invece che continuare a criticarlo negativamente.

COOPERIAMO! La cooperazione è il motore dello sviluppo, ciò che rende possibile che le esigenze di tutti vengano tenute in considerazione e soddisfatte. La prossima volta che entriamo in conflitto, non domandiamoci chi ha ragione, ma come possiamo trovare una soluzione. Quale soluzione può essere vincente per entrambi?

Il successo, in una relazione, non deriva dall’assenza di conflitti, ma dalla nostra capacità di gestirli e risolverli. I conflitti, se ben gestiti, sono un’opportunità di crescita per tutte le persone coinvolte. Tutto dipende dalle strategie usate per la loro gestione: imparate innanzitutto a non replicare quelle che non hanno funzionato in passato.

Dott.sa Luisa Querci della Rovere

Life, Business & Career Coach – Formatore e Consulente Aziendale