Non di solo pane, vive l’uomo. Questo antico detto popolare ci rivela che l’essere umano, per essere felice e restare in salute, deve soddisfare bisogni che vanno oltre la nutrizione. D’altronde, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di salute, si riferisce ad un concetto di competo equilibrio psico-fisico e relazionale, e non di semplice assenza di malattia.

L’essere umano ha tre tipologie di bisogni, che devono essere soddisfatti, per essere in salute:

  • I bisogni del corpo fisico
  • I bisogni del corpo mentale
  • I bisogni del corpo emozionale

In questo articolo ci concentreremo sui bisogni del corpo fisico, che di seguito andremo a spiegare. I bisogni del corpo fisico sono:

  1. Respirazione. Il primo dei bisogni che, se non espletato, porta a morte certa in pochi minuti è quello della respirazione. L’aria che respiriamo è il primo nutrimento di cui abbisogna il nostro corpo, cosa a cui diamo pochissima importanza. Respiriamo poco e male in ambienti insalubri, quindi il nutrimento primario che riceve il nostro corpo è di scarsa qualità. Quando inspiriamo a pieni polmoni aria pura facciamo entrare nutrimento e quando espiriamo fino a svuotare i polmoni espelliamo tossine. Per esperienza posso dire che ben poche persone attuano una respirazione completa nel modo corretto, quando i più hanno una respirazione superficiale e frammentata. Divenire consapevoli del proprio respiro e fare regolarmente esercizi di respirazione in ambienti salubri, ricordarsi di arieggiare i locali e di passare del tempo all’aria aperta, è essenziale per il benessere psico-fisico. Queste pratiche diventano ancor più importanti quando siamo costretti ad indossare accessori che limitano la nostra normale respirazione. Una corretta respirazione aumenta il livello energetico, migliora l’attività psichica e aiuta a gestire le emozioni.
  2. Ingestione (nutrizione). Quello che noi chiamiamo comunemente nutrizione di fatto è l’ingestione di nutrienti in forma liquida e solida, acqua e elementi nutrienti. La nutrizione in realtà è concetto ben più ampio e coinvolge, come abbiamo visto, la respirazione, oltre che la digestione e l’espulsione. Per nutrirci abbiamo bisogno di ingerire elementi che soddisfino il nostro fabbisogno calorico oltre che di micronutrienti in misura e qualità idonei alle funzioni che il nostro corpo deve espletare. Peccato che spesso non siamo consapevoli di cosa abbia bisogno il nostro corpo e per questo ingeriamo troppo o troppo poco di elementi non del tutto idonei, per questo ci rivolgiamo a specialisti per farci prescrivere una dieta in quanto capiamo di non essere in grado di provvedere adeguatamente a noi stessi. Mangiamo a caso, per stress, per noia, per divertimento, quasi mai ascoltando le reali richieste che provengono dal nostro corpo fisico. Acquisendo un maggior livello di consapevolezze corporea, potremmo intuitivamente comprendere cosa il nostro corpo desidera e assecondarlo, traendo molta più soddisfazione dal cibo. Spesso mangiamo più del dovuto perché mangiamo il cibo errato e il fabbisogno di una certa sostanza rimane insoddisfatto.
  3. Digestione. Ingerire alimenti è solo una parte del processo nutritivo. Solitamente diciamo di aver digerito una volta che sentiamo che il cibo non è più presente nel nostro stomaco, ma siamo in errore, perché quella è solo una parte della processo digestivo che comincia ben prima, dalla masticazione. I nutrimenti devono essere scomposti, assorbiti ed elaborati dal nostro corpo, per poi essere trasformati nei mattoni che lo costituiscono: paragonate il vostro corpo ad una complessa centrale chimica in cui ogni fase del processo deve essere condotta in modo impeccabile. Se ingerisco elementi insufficienti, il prodotto finito sarà di scarsa qualità o non del tutto trattabile; se manca energia alla centrale, alcune fasi del processo saranno compromesse. Su quest’ultimo punto mi soffermo, perché è essenziale: la digestione avviene completamente solo in stato di relax (sistema parasimpatico attivo), mentre in stato di ansia, stress o iperattività le funzioni digestive sono compromesse. Inoltre, alcune fasi di assimilazione avvengono solo di notte, durante il sonno: problemi di insonnia possono compromettere gravemente la digestione.
  4. Digestione. Ogni processo chimico genera scarti di produzione, che vanno adeguatamente eliminati con regolarità. Lo facciamo noi, tutti gli animali del creato e pure le piante. Il corpo elimina i suoi scarti di produzione attraverso alcune funzioni: respirazione, sudorazione, urinazione e defecazione. Ho già detto che prestiamo scarsa attenzione alla respirazione, e sempre, per esperienza, vi posso confermare che gli esseri umani prestano scarsa attenzione anche alle altre 3 modalità di purificazione. Problemi di evacuazione sono molto frequenti e ritenuti così comuni da essere ignorati oppure trattati con medicinali[1]talvolta senza mai prendersi la briga di indagare sulle cause che spesso sono psicosomatiche. Trattenere l’urinazione per ore è una pratica assai deleteria che molti, soprattutto donne, commettono. Passiamo alla sudorazione, che spesso avviene per evaporazione: che indumenti usate ogni giorno? I tessuti che usate permettono alla vostra pelle di respirare? Quando fate attività fisica, cosa indossate? Io osservo da anni le pratiche più inquietanti di persone normali e sportivi dilettanti: abiti sintetici in plastica pura, stretti aderenti fino a bloccare il sistema linfatico, sono spesso la norma fino ad arrivare al solito K-Way indossato per correre e sudare di più, quasi che il maggior sudore servisse in qualche modo a dimagrire.
  5. Esplorazione (esercizio fisico). L’essere umano ha bisogno di muoversi e di usare la sua grande energia, per questo è essenziale praticare attività fisica regolarmente. E’ attraverso il nostro corpo in movimento che comprendiamo la realtà e impariamo a conoscere veramente noi stessi: è così sin da quando siamo bambini, da quando iniziamo a gattonare. L’esercizio fisico dovrebbe essere personalizzato, in base alle proprie naturali tendenze, e consentire di espletare quanti più movimenti possibili per garantire uno sviluppo e un mantenimento armonico del proprio corpo. Esistono molte tipologie di allenamento che prevedono solamente esercizi a corpo libero[2], con attrezzi leggeri oppure sfruttando ciò che si ha a disposizione (travi, alberi, oggetti domestici, corrimano, secchi), d’altronde i nostri avi erano in ottima forma fisica pur non frequentando alcuna palestra. Nel dubbio, e in mancanza d’altro, l’esercizio fisico più semplice da svolgere e con il minor costo è camminare. Camminare almeno un’ora al giorno a passo sostenuto ci consente di raggiungere gli oramai famigerati 10.000 passi che tanto si raccomandano per mantenere un buon livello di salute fisica. In un mondo sedentario, dai ritmi serrati, che invita alla reclusione è facile ammalarsi di mancanza di movimento.

Pensiamo tutti di conoscere i bisogni del corpo fisico, ma spesso non li comprendiamo appieno e pertanto li disattendiamo. Il corpo fisico, per rimanere in salute, chiede solo il rispetto di questi 5 suoi bisogni primari in quest’ordine di importanza.

Questi i bisogni del corpo fisico, ma ricordate che il nostro corpo si ammala anche per il mancato soddisfacimento dei bisogni del corpo mentale ed emozionale. Di questi bisogni tratteremo nei prossimi due articoli.

Dott.sa Luisa Querci della Rovere

Life, Business & Career Coach – Formatore e Consulente Aziendale – Personal Trainer

 

[1] Chimici o fitoterapici (da preferire).

[2] Primo fra tutti, lo Yoga che, oltre ad essere una disciplina che raccomanda una filosofia di vita, è un ottimo allenamento psico-fisico.